Cultura Norma — 29 dicembre 2011

Un affresco risalente al ‘500 è quanto resta di una cappella fatta erigere dai Caetani

Nella chiesa della SS. Annunziata una testimonianza storico-artistica del culto della santa patrona

Il 4 dicembre Norma celebra Santa Barbara, invocata dagli abitanti come propria patrona e protettrice da fulmini e temporali, ai quali era particolarmente esposta la Rave, la caratteristica roccia a strapiombo su cui sorse il primo nucleo del paese. Proprio qui si trova la Chiesa SS. Annunziata le cui attuali fattezze architettoniche e decorazioni pittoriche sono il risultato dei numerosi rifacimenti e restauri succedutisi nel corso del tempo a partire dai secoli XII-XIII, epoca della sua fondazione. In particolare su una parete della navata sinistra è ancora conservata una delle più antiche testimonianze della chiesa cinquecentesca: un affresco risalente ad un periodo di grandi rifacimenti e restauri dell’edificio e attestante il culto di Santa Barbara. L’opera rappresenta quanto resta di una cappella fatta erigere alla fine del ‘500 dalla famiglia Caetani, la quale aveva acquistato la rocca e il castello di Norma già nel 1292. L’affresco rappresenta la Vergine con il Bambino seduta su un trono di nubi, incoronata da due angeli. Ai lati due santi in adorazione: sulla sinistra Sant’Antonio da Padova, riconoscibile dal saio e dal giglio che reca in una mano e sulla destra Santa Barbara riconoscibile dalla piccola palma, simbolo del martirio, che reca tra le dita della mano destra.
La santa è inginocchiata ai piedi di uno sperone roccioso molto simile a quello su cui si erge Norma e stringe a sé la Rave, sulla quale sono riconoscibili strade ed edifici che all’epoca costituivano il nucleo del paese difeso dalle mura castellane: il castello con il turrito palazzo baronale, la chiesa con il piccolo campanile e le case del paese che partono da quella che oggi è detta Piazza Plebiscito fino all’area detta della Porticina. Un’opera interessante non solo da un punto di vista artistico, ma anche da un punto di vista storico e documentario, riportando, quasi come in una fotografia, il paese di Norma così come doveva apparire alla fine del XVI secolo. Studiosi e storici locali attribuiscono l’opera a Girolamo Siciolante, celebre pittore sermonetano vissuto tra il 1521 e il 1575, ma non ci sono in realtà elementi che ne attestino la paternità, né riferimenti alla presenza di questo artista a Norma. È possibile tuttavia che l’ignoto autore dell’affresco normese conoscesse le opere del Siciolante presenti nei paesi limitrofi, tanto da ispirarsi ad alcuni particolari come il paesaggio che fa da sfondo all’Incoronazione della Vergine dipinta dal Siciolante a Sermoneta intorno al 1566, i cui particolari sembrano essere riprodotti nell’affresco normese. L’opera, poco conosciuta, meriterebbe ulteriori analisi e attenzione da parte degli addetti ai lavori, al fine soprattutto di preservarne l’integrità e la conservazione.
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Autore dell'articolo

Beatrice Cappelletti
Beatrice Cappelletti