Aprilia Cultura — 01 aprile 2014
Tracce di antichi culti nella moderna Aprilia

Di grande importanza è la statua di Cibele conservata all’ingresso della biblioteca comunale: ecco la sua stori a

La presenza di reperti archeologici di raffinata fattura indica l’importanza di cui questo territorio era rivestito in epoche passate

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Attraverso il rinvenimento di numerosi resti antichi si è potuta ricostruire una cronologia storica di fatti, usanze e tradizioni delle antiche popolazioni che vivevano stanziate nell’odierno territorio di Aprilia. Oltre al significato di “memoria storica” cittadina, essi sono rappresentano delle testimonianze determinanti del fervore artistico e dei culti professati che raccontavano le credenze e l’anima di queste popolazioni. Questo assegna un reale significato all’immemore tradizione di Aprilia in merito alla capacità di rinnovamento e all’impegno costante per poter essere un territorio all’avanguardia, in grado di creare ricchezza e benessere per la propria popolazione. Ed è universalmente riconosciuto che la qualità della vita di una località è data dalla concomitanza di molti fattori, uno dei quali fondante è l’occupazione, attraverso la presenza della produttività. Ciò è rilevante oggi tanto quanto era rilevante nel corso del passato. La presenza di reperti archeologici di raffinata fattura indica l’importanza di cui questo territorio era rivestito in epoche passate; nel territorio apriliano ne sono stati rinvenuti di numerosi, anche se questa volta mi soffermerò solo su una piccola parte di essi. Uno di questi reperti è la statua di Cibele. Questa divinità greca veniva di solito raffigurata seduta in trono tra due leoni, o leopardi, con una corona turrita, e qualche volta con un tamburello in mano. I leoni rappresentano i personaggi di Melanione e Atalanta, tramutati in leoni da Zeus, e condannati a trascinare il divino carro di Cibele perché avevano osato profanare il tempio della dea; ma nella versione della statua di Aprilia i leoni non sono presenti, o forse lo erano e sono stati divisi attraverso il taglio di parte dell’opera, ipotesi altamente probabile, oppure è una semplice variazione del tema. Cibele era una dea venerata in Anatolia, nei pressi del monte Ida, come divinità della natura, dei luoghi selvatici e di tutti i suoi animali. Nella mitologia greca veniva identificata con Rea, la quale era una titanide, nata dall’unione di Urano – divinità primigenia, assimilata al Cielo – e di Gea – o Gaia, anch’essa divinità primigenia, personificazione della Terra. Rea era sorella e moglie di Crono, il re degli Dei, sul quale pesava la profezia che egli sarebbe stato detronizzato da uno dei propri figli, profezia che si realizzò ad opera di Zeus, le cui gesta e vicende sono state narrate nella Teogonia di Esiodo – opera scritta nel 700 a.C. circa. Anche Rea, come Cibele, veniva rappresentata seduta su di un carro trainato da due leoni, e quindi spesso le due divinità si confondono, per via di quest’iconografia così similare. Nella mitologia romana Cibele è identificata come la Grande Madre Idea, del monte Ida, per l’appunto, e con Opi, l’arcaica dea romana della terra e della fertilità agricola. Detta opera scultorea datata II secolo d.C. è stata ricavata da un candido masso di marmo di Carrara, e presenta un’altezza totale di 114 centimetri. Oggi è collocata nell’ingresso della Biblioteca Comunale della città, e venne recuperata durante uno scavo del 1969 nella località di Spaccasassi. E’ visibile, quindi, che probabilmente la statua apparteneva ad un gruppo scultoreo più ampio, posto in un tempietto, con forse al proprio fianco l’Antinoo Silvano, anch’esso del II secolo d.C. che venne rinvenuto in località Torre del Padiglione. Questi reperti sono estremamente rilevanti per la comprensione di quanto il territorio di Aprilia abbia da dare in merito alla presenza di tracce storiche, che naturalmente non si limitano a questi due reperti; e ciò smentisce coloro i quali supponevano che la città – essendo stata fondata nel Novecento – avesse pochi legami col passato. 

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Autore dell'articolo

Federica Villanova
Federica Villanova