Attualità Sezze slider — 08 gennaio 2019
Troppi incidenti, occhi puntati sulla pianura

Un incidente il 18 ottobre scorso sul nuovo tratto della 156 dei Monti Lepini in cui perse la vita Annunziata Bilancia e si registrarono 5 feriti gravi, uno scontro frontale tra via Fontana Acquaviva e la Migliara 45 con 3 feriti gravi, l’ultimo in via Fiume, sulla Migliara 41 nel tratto che collega l’Appia con via del Murillo in cui a perdere la vita è stato Francesco Iacovacci, 58enne originario di Sonnino ma residente a Roccasecca dei Volsci. Sembra un bollettino di guerra l’ultimo mese e mezzo sul fronte degli incidenti stradali, ma è solo la punta di un iceberg che testimonia di una situazione complessa cui non si riesce a porre alcun tipo di rimedio. Le tre zone interessate dagli ultimi sinistri stradali sono ben note a tutti quelli che percorrono quotidianamente quei tratti, che ne conoscono la pericolosità e che, loro malgrado, devono prendere atto che non ci sono iniziative messe in campo per arginare il problema, dovuto soprattutto alle alte velocità di percorrenza, oltre che a situazioni di carattere strutturale che bisognerebbe correggere. Il nuovo tracciato della Strada Regionale 156 dei Monti Lepini è teatro di incidenti più spesso di quanto non si pensi, anche se un impatto come quello del 18 ottobre scorso lascia ancora di più interdetti. Che dire della situazione che vive la Migliara 45, con 3 chilometri nei quali, causa attraversamenti di altre strade di campagna, gli incidenti sono quasi all’ordine del giorno. Nel caso specifico dell’incidente su via Fontana Acquaviva, poi, le richieste di intervento nel corso degli anni si sono sprecate, senza ottenere nulla. Via degli Archi di San Lidano, con l’appendice di via del Fiume che conduce all’Appia, infine, è di una pericolosità riconosciuta e anche in questo caso, ad eccezione di qualche controllo spot che viene effettuato dalla Polizia Locale di Sezze e dalla Polizia Provinciale che gestisce il tratto, la sensazione è di totale abbandono. Sono in molti a chiedere che qualcuno intervenga, anche con scelte drastiche, per evitare che, oltre alla difficoltà oggettiva di tenere in decente manutenzione i tratti stradali, non si debba fare la conta dei morti e dei feriti, che continuano ad essere di un numero troppo elevato.

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Autore dell'articolo

Simone Di Giulio