Politica Sezze slider — 15 giugno 2017
Tutto pronto per il voto di domenica

7 candidati sindaco, 15 liste associate alle loro candidature e la bellezza di 221 candidati alla carica di consigliere comunale. Sono questi i numeri della tornata elettorale 2017 a Sezze, la città che nell’ultimo mese soprattutto ha vissuto quasi sonnecchiando una campagna elettorale mai veramente entrata nel vivo, ad eccezione di alcuni momenti di tensione tra i candidati e di qualche polemica corsa sui social network. Reginaldi, Ceritello, Risi, Leonoro, Di Raimo, Martella e Palombi, rigorosamente nell’ordine estratto dalla Prefettura e con il quale saranno realizzate le schede elettorali si sono sfidati sui temi più caldi e su quelli più sentiti dai cittadini setini. Roberto Reginaldi con la sua Noi con Salvini ha dovuto mettere in piedi una campagna elettorale in perenne rincorsa, dopo la situazione creatasi con Gaetano Arduini, inizialmente scelto per concorrere da candidato sindaco. Dalla sua parte un gruppo affiatato, che si è apertamente schierato con lui, che punta senza fronzoli ad ottenere il quorum che garantirà il posto in consiglio. Situazione simile per Giuseppe Ceritello, ritrovatosi letteralmente a sorpresa nell’agone politica e, per sua stessa ammissione, in attesa di comprendere come funziona la macchina amministrativa. Damiano Risi, dal canto suo, ha puntato sui social e su una strategia elettorale falsariga di quelle che il Movimento5Stelle organizza in tutta Italia. Anche il commerciante setino (il più giovane tra i 7 candidati) punta ad entrare in consiglio, ma il simbolo potrebbe addirittura far uscire dalle urne un risultato sorprendente. Mire simili per Gaetano Leonoro (il più anziano tra i 7), che intanto ha avuto le capacità di riorganizzare a Sezze lo storico simbolo del Partito Comunista Italiano, poi ha posto l’accento di diverse problematiche, soprattutto di natura sociale, che vedono coinvolta (seppur in parte) anche Sezze. Punta alla riconferma, presumibilmente al primo turno, considerate le forze messe in campo (5 liste a supporto), Sergio Di Raimo, candidato per il Partito Democratico e le forze del centrosinistra setino. La sua è stata una campagna elettorale nella quale, pur riconoscendo alcuni meriti alle due precedenti amministrazioni guidate da Andrea Campoli, ha cercato di far passare il messaggio agli elettori della necessità di proseguire sul cammino intrapreso e di terminare l’opera di rilancio economico, sociale e culturale della città. Tra i suoi più acerrimi avversari, stando almeno all’aria che tira in città, c’è Paride Martella. La decisione di non ricorrere a simboli di partito potrebbe essere un’arma vincente, anche se in molti non ne hanno compreso a fondo i motivi. La sua strategia è stata coerente al personaggio politico che ha sempre rappresentato e alla sua storia, sebbene qualche critica sia arrivata per alcune esternazioni via social dei suoi collaboratori, che hanno preferito una linea più aggressiva. In ultima analisi Rita Palombi, candidata con tre liste che fanno riferimento a SezzeBeneComune. L’architetto setino ha iniziato molto prima degli altri a progettare la città del futuro. E questa decisione alla fine ha premiato, comunicativamente parlando, perché il suo percorso è stato lineare e quasi sempre in crescendo. Il resto, sindaci a parte, è stato fatto dai consiglieri alla ricerca, spesso disperata, del voto personale. Qualche tensione si è creata, amplificata da Facebook per molti considerato una sorta di porto franco. Niente di clamoroso, ma qualche intemperanza da tastiera forse si sarebbe potuta evitare. Adesso la parola passa alla matita degli elettori setini, che domenica dovranno decidere a chi affidare la gestione di una città stanca delle promesse non mantenute. E probabilmente anche in grado di discernere correttamente tra le varie proposte avanzate dai candidati e dalle loro squadre. Alcuni problemi andranno risolti al più presto, mentre per altri la strada verso la soluzione appare più complicata e lunga (Anfiteatro, A&G, Dondi). Ma le capacità e le idee non mancano e la svolta della città passa attraverso le scelte dei cittadini.

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Autore dell'articolo

Simone Di Giulio