Cultura Norma — 25 Marzo 2016
Un americano a Norma, alla ricerca delle proprie origini

Norma da NorbaLa storia è fatta di piccole, singole storie di uomini e donne che hanno vissuto, affrontando la vita, cercando di viverla e a volte sopravvivere al meglio. Piccole storie di uomini sconosciuti al mondo che non compaiono sui libri studiati a scuola, ma che magari conosciamo per averne sentito il racconto tramandato dei nostri cari. Conoscere quelle storie di vita vissuta magari molti anni fa, al tempo dei nostri nonni, spesso ci rende più consapevoli anche di noi stessi, aiutandoci ad affondare e fortificare le nostre radici nel terreno dell’esistenza. Per questo i nonni sono una risorsa importante, una fonte di quella memoria che a noi manca, uno sguardo su un’ epoca e un vissuto ormai passati, di cui possiamo rivivere, attraverso di loro, emozioni, paure, gioie.

E’ accaduto così che un uomo, nato e vissuto in America, alla ricerca delle proprie radici, sia arrivato sul balcone dei Lepini, a Norma, paese d’origine del nonno emigrato negli Stati Uniti più di un secolo fa.

Era il 1908 quando il giovanissimo Primo, come molti altri giovani, spinti dalla povertà, lascia il proprio paese, la propria casa per avventurarsi oltreoceano e raggiungere l’America. Lì certamente avrebbe potuto avere la possibilità di lavorare, guadagnarsi da vivere e magari aiutare così anche i propri familiari ad andare avanti. Passano gli anni e Primo ha due figli formando una nuova famiglia, una famiglia americana. Il suo pensiero resterà, però, sempre fisso alla sua “vera” casa, lì tra i vicoli di Norma. Quel velo di tristezza e nostalgia resta sempre sul suo sguardo, un velo trasparente, nascosto che però i suoi familiari, e in particolare suo nipote noterà chiaramente. E sarà proprio lui, molti anni dopo, l’altro protagonista di questa affascinante storia. Stringendo tra le mani vecchie foto di suo padre e suo nonno, ricordando quei pochi dettagli raccontati da loro: la data di arrivo, il nome dei suoi genitori, i ritorni del nonno nell’amato paese d’origine nel 1950 e nel 1975, la sua devozione e le sue donazioni al Santuario della Madonna del Rifugio, quel nipote diventato adulto, decide di cercare notizie su quella parte di vita vissuta dal nonno prima del suo arrivo in America. E’ deciso a trovare tracce di quella parte di sé rimasta oltre l’oceano, convinto che “per andare avanti, a volte occorre guardarsi indietro”. Dopo diversi anni di tenaci ricerche, grazie ai potenti mezzi della nostra epoca, internet e facebook, ma anche agli insostituibili ricordi e alla memoria di alcune “nonne “ normesi, Gene, ha potuto trovare i suoi parenti di Norma, realizzando il sogno di poterli incontrare, vedere la “bella Norma” raccontata dai pochi ricordi del nonno, camminare tra le vie di quel paesino che aveva solo immaginato, e vedere la sua casa dove il nonno era nato e vissuto e da dove era partito. Un ricongiungimento familiare emozionante, un incontro con il passato nel presente, nel quale ognuno ha potuto arricchirsi dei racconti ,dei ricordi, delle informazioni dell’altro, arricchendo la propria storia e riempiendo i vuoti del proprio vissuto.

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Autore dell'articolo

Beatrice Cappelletti
Beatrice Cappelletti