Latina slider Sport — 21 luglio 2014
Un sogno meraviglioso spezzato sul più bello

Il Latina Calcio ha disputato una stagione straordinaria fermandosi a pochi passi dalla Serie A. Ora occorre ripartire

Il Latina aveva fatto tutto benissimo nella sua cavalcata verso un salto di categoria inimmagibile solo fino a pochi mesi fa

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La marcia trionfale si è interrotta sul più bello. Una nota stonata ha ammutolito il Francioni ed il suo popolo proprio nel momento dell’assolo finale, conclusivo e decisivo. Il Latina aveva fatto tutto benissimo nella sua cavalcata verso un salto di categoria inimmagibile solo fino a pochi mesi fa. Dopo lo stentato avvio targato Auteri, che si ostinava a far giocare altissima una linea di difensori non proprio veloci e sicuramente poco propensi a rincorrere, il team pontino si era risollevato con la cura Roberto Breda, ritrovando solidità e risultati. Nel girone di ritorno, inoltre, la squadra aveva acquisito consapevolezza nei propri mezzi e aveva trovato negli innesti di Viviani e Paolucci i preziosi ritocchi per un’ulteriore crescita, tecnica e caratteriale. Così erano arrivati i successi in serie, con prestigiose e impensabili vittorie centrate su campi roventi e difficili. Ed erano arrivati i gol del trascinatore Jonathas, le geometrie di un rivitalizzato Viviani, le percussioni del maratoneta Crimi, le galoppate sulle corsie laterali di Ristovski e Alhassan, due esterni che tutti ci invidiavano. Ma soprattutto aveva lasciato il segno una retroguardia imperforabile, sorretta dal sempreverde Cottafava, dalla grinta di Brosco, dalla sostanza di Esposito, dalla sicurezza acquisita da Iacobucci partita dopo partita. Visto il perfetto funzionamento di ogni singolo componente e alla luce dell’entusiasmo contagioso di una piazza da ricorrenti sold out, ad un certo punto si è perfino pensato alla promozione diretta. Al sogno di un secondo posto alle spalle dei giganti palermitani, tra l’altro colpiti e affondati all’andata nel loro stadio. Per qualche giorno il Latina ha anche stazionato sulla piazza d’onore, ma poi ha avuto il sopravvento il più esperto Empoli dei cecchini Maccarone e Tavano. Così i pontini hanno chiuso al terzo posto, un traguardo comunque da festeggiare e da scrivere a caratteri cubitali sui principali capitoli di storia locale, sportiva e non solo. A quel punto il sogno serie A si decideva negli spareggi playoff e inizialmente passava per la bolgia del San Nicola. Il carattere da vendere della truppa, sorretta e diretta dal “colonnello” Bruno, ha avuto la meglio anche sui temibili ed entusiasti galletti pugliesi. Neanche 58mila rumorosissimi tifosi hanno intimorito la squadra nerazzurra, capace di centrare la finale in un match di ritorno giocato con il cuore più che con la testa. Così si è giunti al doppio confronto con il Cesena, già travolto a domicilio nelle battute conclusive della regular season. Nel primo atto del Manuzzi, però, le cose non sono andate per il verso giusto: il Latina ha divorato due gol fatti giocando benissimo nella prima mezzora, poi purtroppo ha subito la reazione dei romagnoli e un micidiale uno due firmato da Volta e Marilungo. Una zampata del baby Cisotti allo scadere ha comunque riacceso le speranze del popolo pontino, attenuando la delusione per una gara nella quale si poteva e si doveva raccogliere molto di più. Si è arrivati allora al 18 giugno e ad un primo tempo giocato “da Latina”, con un eurogol del solito Bruno e tanta grinta e voglia di vincere messe in campo. Dopo l’intervallo, però, sono calate le tenebre. I nerazzurri hanno subito la rete di Defrel e da quel momento non sono stati più capaci di graffiare, divorando con Jonathas l’unica palla gol capitata in area bianconera. Approfittando di tanta, improvvisa sterilità, il Cesena ha infierito siglando il raddoppio su rigore di Cascione allo scadere. E’ stata quella la nota stonata. E’ stato quel secondo tempo l’assolo malamente steccato da una squadra che evidentemente non ne aveva più, sia in termini di energie fisiche che mentali. Sono stati quindi gli altri a festeggiare, mentre l’amarezza ha chiuso tristemente il ciclo Breda. Un epilogo immeritato per un’annata straordinaria vissuta da un Latina destinato comunque a restare nella storia. Ma ora si volta pagina. Ora c’è Mario Beretta in panchina. Si ricomincia, per il verso giusto si spera.

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Autore dell'articolo

Domenico Ippoliti
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