Attualità Cori — 25 Febbraio 2019
Una comunità… in salute

L’accesso ai farmaci, potersi curare o sapere diritti alla salute, l’accesso ai luoghi fisici dove poter avere la cura, la formazione e la cura dei volontari e delle persone che lavorano per una comunità solidale. Questi, sono i temi su cui sta lavorando il gruppo OpenCori.

Per una settimana, dal 9 febbraio, ci sarà la possibilità a livello nazionale di poter effetturare la raccolta del farmaco a favore di chi ha bisogno. L’interno processo è promosso ogni anno dalla Fondazione Banco Farmaceutico, per un’azione solidale dal basso che coinvolge migliaia di cittadini, volontari e farmacie in tutto il territorio nazionale.

Come funziona? Innanzitutto, ci si può recare in una farmacia aderente e acquistare un medicinale tra quelli esposti; i farmaci, grazie alle farmacie e volontari, sono raccolti e donati sul territorio attraverso un punto di raccolta. Infine, la distribuzione dei farmaci avverrà successivamente nel corso dell’anno all’interno dell’Ospedale di Comunità nel neonato punto di Banco Farmaceutico (ex portineria).

La raccolta del farmaco richiede, poi, la formazione precisa dei volontari, mediante incontri in cui si comprenda esattamente il ruolo, lo scopo e dove si vuole arrivare, soprattutto nel rispetto delle libertà individuali.

All’iniziativa aderiscono Protezione Civile di Cori, Polygonal (mediante il progetto OpenCori di Regione Lazio), Comitato Civico di Cori e, in azione di coordinamento, il Comune di Cori.

Quest’azione fa parte di una più ampia visione, a livello di territorio di Cori, che vuole creare nuove energie in termini di volontari e di una comunità che supporta le persone che vivono il territorio, ma che hanno problemi nell’accedere ai servizi. Proprio in questo, continua il lavoro del Comitato Civico di Cori per la difesa del Punto di Primo Intervento: nei prossimi mesi, come ci spiegano i portavoce, ci saranno eventi sostanziali di dibattito, soprattutto in connessione con la Settimana dell’Amministrazione Trasparente e nel senso di educazione alla salute, partendo soprattutto dalle scuole e dai più giovani che, spesso, rimangono soggetto escluso dell’equazione.

In tal senso, c’è bisogno di formazione, di scambio di idee, di mettere insieme le teste: ecco dove si costruisce un mondo più accessibile, nella sensibilizzazione e nel rendere tutti partecipi rispetto ad un obiettivo comune. Per questo motivo, OpenCori ha aderito a una formazione internazionale Erasmus plus “Levol-App” (partner ufficiale italiano è Futuro Digitale) – si tiene a Porto dal 17 al 23 febbraio e coinvolge formatori e leader di no profit per l’acquisizione di strumenti e strategie per la gestione dei volontari. Sulla piattaforma learning.levol-app.eu saranno disponibili in italiano i corsi gratuiti per la formazione dei volontari. Un valore aggiunto per l’azione solidale corese.

C’è però ancora molto da fare rispetto al coinvolgimento della società locale, a partire dal lavoro che si è iniziato con la ASL di Aprilia, e anche altri attori del territorio, le associazioni, i centri anziani: una comunità in salute non si misura solo dagli “accessi” di un punto di primo intervento, ma da quanto pulsi di iniziative, da quanto screening si ha a livello locale, dall’alimentazione presente, fin dai più piccoli, dalla capacità dei Servizi Sociali di poter effettuare e sviluppare azioni efficaci, dalla prontezza dei propri cittadini di farsi carico del destino della propria comunità. La salute, purtroppo, nel mondo dei social, soprattutto nella sua parte più difficile, la sofferenza, il dolore, è scomparsa. Riappropriarsi del proprio essere umani in una comunità reale, non solo di condivisione virtuale.

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Marco De Cave