Cultura Sezze slider — 09 settembre 2015
Un’estate con troppe insicurezze

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E’ sicuramente quello legato alla sicurezza il tema “caldo” dell’estate setina. Niente problemi idrici (o almeno niente di così clamoroso), niente beghe politiche (ancora lontana la campagna elettorale che porterà al voto nella primavera del 2017), nessuna novità dalla Spl e strade sempre ridotte a colabrodo. Situazioni tutto sommato nella normalità, ma che hanno fatto emergere un problema che sembrava essere risolvibile nell’ottobre 2013, quando l’amministrazione comunale presentò in pompa magna l’ampliamento e il potenziamento del sistema di videosorveglianza. Ma quello che doveva essere (almeno nelle intenzioni) un valido strumento per aumentare il livello di sicurezza in un’area che resta sospesa tra il paesello collinare e una sorta di città, è stata addirittura un’arma a doppio taglio, con polemiche sul sistema di videosorveglianza, di cui attualmente non si hanno dettagli sul funzionamento o meno, e un aumento esponenziale dei reati legati alla sicurezza, che nell’ultimo periodo hanno raggiunto un picco improvviso ed inaspettato. Risse in pieno centro storico, un’aggressione nei confronti di un vigile urbano e un’altra serie di piccoli e grandi eventi hanno di nuovi riportato Sezze nella spirale della violenza e sulle prime pagine dei giornali. Troppi stranieri? Consumo esagerato di bevande alcoliche? Scarsità di forze dell’ordine impegnate in un territorio così vasto e di difficile gestione? Difficile, se non impossibile, trovare una risposta a queste domande e altrettanto difficile trovare soluzioni praticabili e condivise. Ma la situazione è degenerata tantissimo in questo periodo e sembra che gli amministratori setini non abbiano alcuna carta da giocare per far tornare Sezze a livelli di sicurezza accettabili. Anche i cittadini si sono accorti che si è superato il limite del tollerabile. E qualcuno sta addirittura tentando di correre ai ripari. Niente ronde contro i furti, come qualche anno fa in alcuni quartieri periferici di Sezze, ma una serie di iniziative spontanee organizzate da alcuni cittadini, alcune delle quali divise in ambito geografico e localizzate. Al Guglietto, per esempio, i cittadini hanno creato un comitato inizialmente nato con l’obiettivo di capirne di più sulla frana del giugno scorso, ma poi allargatosi anche a temi inerenti la sicurezza dello stesso quartiere a ridosso del centro storico. O ancora una petizione popolare che nasce con l’intenzione di far aprire in città un Commissariato di Polizia. Basterà? O l’escalation criminale deve essere fermata in modi diversi?

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Autore dell'articolo

redazione