Cultura Sezze slider — 01 aprile 2014
Ville Romane setine lasciate tra erbacce e indifferenza

Viaggio attraverso l’inestimabile valore dei reperti archeologici presenti nel territorio di Sezze non preservati nè valorizzati

Purtroppo dobbiamo constatare l’abbandono del sito archeologico che ormai è giunto ad uno stato dove la conservazione è problematica

Arco villa antoniana 1

Presso Sezze Scalo, in località Cesalonga, sotto il monte Antignano, troviamo i resti di una antica Villa Romana del I Secolo a. C.. Molte sono state le ville romane a Sezze, resti di una storia antica corredata da maestose leggende. Il nostro scopo è testimoniare lo stato attuale delle rovine ancora esistenti nel nostro territorio. Percorriamo un lungo stradone di campagna sulla destra ai piedi della collina. Sullo spiazzo antistante l’erba è stata tagliata ma a ridosso dei pochi ruderi l’erba e le piante hanno aggredito con forza la costruzione tanto che volendo togliere gli alberi che l’abbracciano si rischia di distruggere ciò che resta. Non manca ugualmente il fascino di un reperto archeologico così importante, si tratta, infatti, di una villa costruita sulla via pedemontana volsca che partiva dai Colli Albani e si diramava dall’Appia passando accanto agli Archi di San Lidano e costeggiava le Colline Lepine . Caratteristica di queste costruzioni sono i terrazzamenti necessari per sostenere in piano la villa sovrastante e risulta la parte che è giunta fino a noi. Oggi della villa Antoniana resta solamente una parte del terrazzamento sostruttivo. La struttura ad oggi è in parte crollata, ma sono ancora visibili gli ambienti interni comunicanti con aperture ad arco. La presenza di opera cementizia, solitamente utilizzata nelle opere idrauliche, ha fatto ipotizzare la presenza di terme, di certo però c’è solo il successivo utilizzo come cisterne. La lunghezza totale delle rovine è di circa 30 metri ma una parte rimane interrata. Vista frontalmente la costruzione presenta un arco sul lato est, verso Sezze, semidiroccato con un albero intrecciato tra le mura, ad ovest lateralmente si apre un’altra arcata in buone condizioni perché ristrutturata ed è l’unico elemento integro della costruzione. Molti studiosi sono concordi nell’attribuire la villa al triumviro Marco Antonio: l’ipotesi si basa su un passo del De Oratore di Cicerone, in cui veniva menzionata la sua presenza nell’Agro Pontino che però potrebbe adattarsi a molte altre zone e sulla toponomastica che ha tramandato per questa località il nome di «Antoniano» o «Antignano». Purtroppo dobbiamo constatare l’abbandono del sito archeologico che ormai è giunto ad uno stato tale che anche la conservazione si presenta problematica dal momento che rimuovere la vegetazione distruggerebbe parte dell’opera antica.

 

(Visited 214 times, 1 visits today)

Articoli correlati

Condividi

Autore dell'articolo

Marcella Campagnaro
Marcella Campagnaro