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Sacra Rappresentazione sempre presente

by Giorgio Agostini

Se è vero che necessità fa virtù, in tempi di difficoltà l’uomo riesce a realizzare le opere migliori. È il caso della Sacra Rappresentazione del venerdì Santo che dal 1933 si svolge a Sezze e che, solo la seconda guerra mondiale e il coronavirus, sono riusciti a fermare. Quest’anno, l’Associazione della Passione di Cristo ha pensato di “sfruttare” questo momento di inattività forzata, dovuta ancora una volta al covid, con un’iniziativa inedita e sicuramente molto innovativa. In collaborazione con il Comune di Sezze e la Regione Lazio, l’Associazione della Passione di Cristo ha realizzato un docufilm composto da trentatré scene tratte dal vecchio e dal nuovo testamento. A differenza della classica rappresentazione del venerdì Santo che si svolge in forma processionale, quella del docufilm è stata ambientata in alcuni luoghi di Sezze, sia del centro storico che dei dintorni, che ben si prestavano per l’occasione. A fare da sfondo alle scene, l’Antiquarium comunale, le mura poligonali antistanti l’ex monastero di Santa Chiara, il Lago Mole Muti e diversi scorci e vicoli di Sezze. La novità assoluta è stata il ripristino, per l’occasione, del teatro Sacro Italiano che l’Avvocato Filiberto Gigli volle far realizzare negli anni cinquanta per le repliche estive della Sacra rappresentazione della Passione di Cristo. In questo luogo, molto caro ai sezzesi e meglio conosciuto come “Anfiteatro”, per l’occasione, sono stati tagliati i rovi e le erbacce, le tre croci presenti su di una collinetta a formare il Golgota sono state rivestite di legno e messe in sicurezza mentre due grotte carsiche sono state ripulite per ospitare alcune scene. Dopo tanti anni di inutilizzo dovuto a dei lavori di ampliamento mai terminati, l’Anfiteatro è tornato, seppur in una sola occasione, al suo vecchio splendore, con l’auspicio che la sua riscoperta possa contribuire al suo ripristino. Le riprese del docufilm, cui hanno partecipato circa centocinquanta tra attori e figuranti, sono state girate nel rispetto dei protocolli previsti dalle disposizioni anti covid, sotto la direzione artistica del regista Piero Formicuccia. In questo periodo in cui la cultura e tutte le attività ad esse connesse rischiano di dover pagare il prezzo più alto legato alla pandemia, questo progetto, fortemente voluto dal Presidente dell’Associazione della Passione di Cristo Elio Magagnoli, ha rappresentato un motivo di reazione e un’occasione di crescita per la stessa Associazione.

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